Tempo e durata

…la morale, il dogma o le grandi domande sulla vita
dopo la morte non c’entrano. La Verità con la
V maiuscola riguarda la vita prima della morte”
David Foster Wallace

Gli attimi se ne stanno, apparentemente, nel tempo e noi esseri umani che, a differenza degli altri animali, siamo acutamente consapevoli del suo trascorrere, abbiamo imparato a tracciare linee che determinano momenti che rendiamo più densi. Scadenze, ricorrenze, giorni dell’anno che, circoscritti, diventano l’occasione per riti, più o meno collettivi, in cui si possono celebrare passaggi, evocare ricordi, guardare avanti come se ci si affacciasse ad una soglia che determina un prima e un dopo, una fine e un inizio.

Questo porre l’accento su certe circostanze, questo determinare momenti, aspettandosi cose e progettando possibili futuri fa sì che la durata diventi importante: facciamo “durare” gli istanti riponendo in essi aspettative che ce li fanno assaporare più a lungo o che li fanno passare in un attimo, che li rendono sorprendenti o deludenti a seconda dell’investimento che sentiamo di aver fatto.
Diceva bene qualche giorno fa Gallizio: “L’istante non è un punto sulla retta del tempo (date retta, prendete tempo)”. Far durare non significa cambiare “oggettivamente il tempo”, significa, piuttosto, dare un peso soggettivo a ciò che stiamo vivendo: aggiungere “noi stessi al momento”, essere presenti.

Penso che Interstellar di Christopher Nolan sia stato uno dei film più belli del 2014; un film sullo spazio, sul tempo e “sull’abitare”, un film complesso che fa vedere molto ed evoca ancora di più di ciò che mostra. Durante un momento chiave della trama, Nolan, fa recitare al protagonista parte di una poesia di Dylan Thomas: Non andartene docile in quella buona notte. E’ una ballata che il poeta scrisse per il padre morente ed è un’esortazione alla vita, un invito alla resilienza e un’ode alla capacità di vivere anche l’ultimo attimo con intensità.

E’ appropriata, credo, ad una soglia artificiale come quella su cui ci affacciamo tutti stasera: siamo noi che tracciamo la linea e che stabiliamo che un vecchio anno muore e che uno nuovo inizia. Non è un punto sulla retta del tempo. E’ terapeutico smettere di vedere il tempo come qualcosa che scorre al di là di noi. Soggettivamente è molto più simile ad flusso di “bolle di esperienza”: gonfiamo, manteniamo e abitiamo attimi che rendiamo, più o meno consapevolmente, significativi. Non durano, ogni bolla è destinata ad esplodere! Ma essere vivi, il nostro modo di essere al mondo e nel mondo, coincide con la capacità di rendere i momenti più o meno ricchi di senso.

I giorni più o meno “perfetti”.

Auguri! drdedalo

One thought on “Tempo e durata

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